Il primo e il secondo Bagno Golf

Nasce come spiaggia privata nel 1965 dopo essere stata libera da molti anni: è per questo che le caratteristiche morfologiche del luogo dove risaltano le dune con la tipica vegetazione di ginepri, tamerici e pini sono quelle tipiche del lungomare tirrenico e non hanno subito modifiche, se non quelle dovute ai venti e alle correnti. E’ una concessione demaniale di 5500 mq. circa cui si aggiunge quella comunale dalla “linea dei ginepri” fino al viale del Tirreno. E’ fortemente voluto dalla famiglia Panichi, come complemento al Grand Hotel Golf, distante 400 metri dal mare, ed alle attività presenti in esso, come il Centro Benessere sponsorizzato dalla famiglia di M. Messeguè, noto Erborista di fama europea. Per questo l’arenile è frequentato da personaggi famosi anche del mondo dello spettacolo, che si servono delle cure del Centro: Gianna Nannini, Diego Abatantuono, Raf Vallone, Ferruccio Amendola. La natura del luogo non subisce alterazioni di rilievo dai titolari della concessione, anche perché il bagno è considerato una continuazione dell’aspetto naturalistico dell’albergo: la pineta, il mare di verde, il campo da golf, la natura, il silenzio, l’essere un ambiente a sé stante nei confronti della cittadina in cui si trova. Per cui la caratteristica peculiare nei confronti del bagno è il rispetto costante nel tempo della natura dei luoghi. Ciò che, strano a dirsi, trova d’accordo gli enti a tutela e la società concessionaria. Questo atteggiamento perdura anche quando diventa un bagno vero e proprio (nel 1993). Per come è pensato e realizzato va ad assumere l’aspetto di un club nautico e quasi di una imbarcazione classica, essendo costruito in legno lamellare. E’ la ditta HOLZBAU di Bolzano, (nota in Europa per le costruzioni di palestre e palazzetti dello sport, ultimamente capogruppo nella realizzazione con lo stesso materiale del teatro pucciniano di Torredellago da poco inaugurato) a realizzarlo e rifinirlo con listelli di faggio come pavimento. E’ unico perché non sommatoria di volumi cresciuti in maniera più o meno abusiva nel tempo, come la maggioranza degli altri lungo il nostro lungomare, ma unitario e dal disegno estremamente semplice, elementare, fatto di quadrati in pianta e tetti a capanna. Oltre al legno c’è un uso significativo del mattone a faccia vista, con forme che volutamente richiamano nelle pareti verticali esterne, la conchiglia, il nautilus, i giochi dei cavalloni.